venerdì 4 aprile 2014

Gli Stati Uniti superano la linea rossa nei confronti della Russia

Nikolaj Bobkin Strategic Culture Foundation 04/04/2014
Fonte: Aurora sito 10168001Il 2 aprile, Sergej Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con John Kerry in cui ha sottolineato la necessità di sforzi congiunti per un ampio dialogo in Ucraina nel promuovere il consenso nazionale accettabile per tutte le regioni d’Ucraina. In risposta, Kerry prometteva che gli Stati Uniti erano interessati a continuare la ricerca di approcci concordati, mentre allo stesso tempo una delegazione di Kiev aveva colloqui a Bruxelles sull’adesione dell’Ucraina all’alleanza militare della NATO. Non è chiaro per quali motivi la Casa Bianca abbia deciso che il Cremlino sia d’accordo ad estendere l’alleanza ai propri confini, lungo i 2.295 km di confine russo-ucraino (di cui 1974 a terra e 321 km sul mare). Sergej Lavrov ha osservato di aver visto un’immagine interessante su internet: “Una mappa della Federazione russa e basi militari statunitensi intorno ad essa. Sembra molto impressionante. Ce ne sono oltre un centinaio. E c’è la citazione di un soldato statunitense: ‘Come osano i russi essere così vicini alle nostre basi?” Con l’adesione dell’Ucraina alla NATO, non sarebbe più una questione di “basi”; c’è ovviamente il desiderio di trasformare uno Stato vicino e  amico in un punto d’appoggio militare, e il confine russo-ucraino nel fronte con filo spinato. Mosca non permetterà che accada, e per il momento da solo degli avvertimenti. Il ministero degli Esteri della Russia ha ufficialmente avvertito l’Ucraina contro la modifica dello status di Paese non allineato. Kiev dovrebbe ricordare che l’incombente integrazione euro-atlantica dell’Ucraina, durante la presidenza di Jushenko, portò al congelamento dei contatti politici russo-ucraini, al deterioramento nelle relazioni economiche e a una spaccatura profonda nella società ucraina. Mentre la NATO si spinge nella sua ultima impresa antirussa, nel frattempo il capo della diplomazia statunitense John Kerry, che s’è già guadagnato il soprannome di ‘John Fraud Kerry’, ha di nuovo mentito alla comunità internazionale sul fatto che Washington starebbe cercando “un accordo”.
Parlando delle differenze tra Russia e NATO sulla Crimea, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato la sospensione della cooperazione militare tra l’Alleanza e la Russia. La decisione è stata presa dai ministri degli Esteri dei Paesi membri della NATO, che il 1° aprile dichiaravano la cessazione di ogni tipo di cooperazione militare e civile con la Federazione russa. Va notato che ciò non avrà assolutamente alcun effetto sulla sicurezza della Russia, poiché non vi era praticamente alcun cooperazione tra Mosca e Bruxelles, con l’eccezione dell’interazione trascurabile sull’Afghanistan. Su iniziativa di Bruxelles, i progetti congiunti di Russia e NATO su elicotteri e addestramento dei funzionari antidroga in Afghanistan, saranno interrotti. Sugli elicotteri, ciò riguarda i pezzi di ricambio di decine di motori, mentre non vale neanche la pena menzionare la droga. Durante i 12 anni in cui le forze NATO hanno occupato l’Afghanistan, il volume della produzione di oppio è aumentato di 44 volte, e il Paese è diventato leader indiscusso nella minaccia globale della droga, anche per l’Europa, dove si consuma fino al 25 percento dell’eroina dell’Afghanistan. Ovviamente, il rifiuto di formare 30-40 afghani in Russia per combattere il traffico di droga organizzato dagli USA, non indebolirà la Russia. L’alleanza però non ha fretta di rinunciare al centro di transito della NATO ad Uljanovsk per trasportare persone e merci in Afghanistan. Evidentemente attende di vedere cosa la Russia ne dica, per poi raccontare rumorosamente al mondo del ‘sabotaggio’ di Mosca del processo di pace in Afghanistan.
La decisione della NATO di sospendere la cooperazione militare e civile con Mosca è solo aria fritta e la leadership della NATO, che vorrebbe mantenere il dialogo politico con la Russia, ne è consapevole. Pur contando su tale dialogo, comunque, la NATO prende una posizione  fondamentalmente inaccettabile per il Cremlino; cerca di presentare la situazione in modo tale che l’Ucraina sia presumibilmente molto più importante per la sicurezza della NATO che per la sicurezza della Russia. Da quando l’Ucraina è un “elemento chiave della sicurezza euro-atlantica”, come dichiarato dai ministri degli Esteri della NATO? Washington non ha trasformato abbastanza Paesi europei da Stati sovrani in “elementi” della strategia statunitense in Europa? Nel 1990, la NATO aveva 16 membri. A questi se ne aggiunsero altri 12, tutti vicini ai confini della Russia. Ora vogliono ampliare la lista, ancora. Il ministro della Difesa statunitense Chuck Hagel vuole la guerra: “E’ il momento di stare con il popolo ucraino sostenendone l’integrità territoriale e la sovranità. E lo facciamo”. L’amministrazione Obama vuole che Mosca perda il sonno per la minaccia militare alle frontiere della Russia, e che la Russia non possa più contrastare con successo l’espansione degli Stati Uniti, come avvenuto con la Siria e l’Iran. Questo è precisamente il motivo per cui il presidente del Comitato sull’intelligence della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Rogers, ha iniziato a sostenere che dopo la Crimea, la Russia aveva intenzione di invadere Georgia e Armenia. Non vi è alcun dubbio che tale paranoia non trovi supporto nella società statunitense, a differenza dell’Europa demoralizzata e divisa. Gli statunitensi sono rimasti scioccati quando Hillary Clinton ha paragonato pubblicamente il Presidente Putin a Hitler. Molti negli USA sono inorriditi da tale donna intenta a diventare il presidente degli Stati Uniti e che può in effetti riuscirci. Come si sa, il sistema elettorale statunitense è lungi dall’essere perfetto, e l’espressione della volontà del popolo, simile al referendum in Crimea, lì non sarebbe semplicemente possibile. I responsabili della Casa Bianca non hanno il sostegno di tutta la nazione. C’è una buona ragione per cui gli ultimi tre presidenti degli Stati Uniti hanno fallito in politica estera: il mondo associa i nomi di George Bush e suo figlio George W. Bush con la guerra e la violenza, come il nome di Obama. Il cinquantasette per cento degli statunitensi intervistati non gradisce le azioni di Barak Obama sugli eventi in Ucraina, mentre quasi altrettanto (54 per cento) ne critica le azioni verso la Russia. Molti vedono la reazione di Washington in Ucraina come il desiderio di Obama di vendicarsi per la sconfitta in Siria, così come l’invidia personale per Putin, la cui reputazione internazionale è incomparabilmente superiore a quella del presidente degli Stati Uniti. Agli occhi della comunità internazionale, il presidente russo è il leader di maggior successo del 21° secolo. Gli statunitensi, invece, tendono a pensare che la politica estera di Obama sia il peggiore difetto del capo della Casa Bianca. E’ impossibile considerare le azioni dell’amministrazione Obama sull’Ucraina qualcosa di diverso da una dimostrazione d’impotenza verso la crescente influenza internazionale della Russia. Washington ha usato l’Ucraina come pretesto dei neoconservatori statunitensi per provocare lo scontro con Mosca. Il colpo di Stato di Kiev s’è rivelato perfetto in ciò, ma ‘la risposta della Crimea’ della Russia ha sconfitto i piani statunitensi degli Stati Uniti per la ‘grande scacchiera’. Il presidente Obama ha voluto ferire il Presidente Putin chiamando la Russia “potenza regionale”. Ha soddisfatto i golpisti a Kiev con il suo commento, ma l’Ucraina non sarà il premio di consolazione del perduto prestigio internazionale degli USA. Quasi un quarto (24 per cento) delle persone sulla Terra è convinto che la maggiore minaccia alla pace siano gli Stati Uniti d’America, che si credono “l’unica potenza mondiale”.
1012883La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

NATO, Russia: armi o diplomazia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 04/04/2014
10172725La NATO deve avere una presenza costante nei Paesi che si sentono “vulnerabili” alla Russia, ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama il 26 marzo in una riunione con i capi europei a Bruxelles. Obama ha insistito sul fatto che i piani d’emergenza dovevano essere esaminati ed “aggiornati” per “fare più nell’assicurare la presenza regolare della NATO in alcuni di quei Stati che possano sentirsi vulnerabili”. Le osservazioni sono state fatte durante il tour in Europa del presidente degli Stati Uniti. Gli alleati della NATO scattarono sull’attenti, battendo i tacchi e dicendo: “Sissignore”. L’1-2 aprile 2014 i ministri degli Esteri si sono riuniti per la prima volta da quando la Crimea ha aderito alla Russia. Il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che le azioni della Russia indicano che non si “continuerà come prima”. “Così oggi, sospendiamo ogni cooperazione pratica con la Russia, militare e civile”, ha detto in conferenza stampa. La NATO ha rilasciato una forte dichiarazione che condanna l’“annessione illegale” alla Russia della regione di Crimea dell’Ucraina. L’alleanza ha sospeso ogni forma di cooperazione pratica con la Russia per l’Ucraina e ordinato ai pianificatori militari di elaborare misure volte a rafforzarne le difese e rassicurare i membri est europei. Le misure potrebbero includere l’invio di soldati ed equipaggiamento della NATO negli alleati dell’Europa orientale, ulteriori esercitazioni, garantendo che la forza di reazione rapida della NATO sia dispiegata più velocemente e rivedere i piani militari della NATO. I pianificatori militari torneranno con proposte dettagliate tra poche settimane. Vi è una vasta gamma di opzioni da studiare. Ad esempio, si prevede di aprire basi militari permanenti negli Stati baltici. L’aviazione della NATO prenderà parte a pattugliamenti aerei nella regione dopo che le esercitazioni di routine hanno assunto nuovo significato per la crisi. Diversi membri dell’alleanza, compresi Stati Uniti, Regno Unito e Francia, hanno offerto altri aerei militari. La NATO offre all’Ucraina maggiore accesso alle esercitazioni dell’alleanza e sostegno per lo sviluppo dell’esercito. L’operazione congiunta di addestramento antidroga in Afghanistan si concluderà dopo che la sessione attuale scadrà. Il programma per la fornitura di pezzi di ricambio e addestramento per gli elicotteri di fabbricazione russa forniti alle forze afghane finiranno anche. L’iniziativa congiunta di condivisione dei dati radar tra i Paesi ai confini della NATO vedrà spenta la parte russa dell’operazione. La missione della Russia presso la NATO rimarrà aperta e il blocco è disposto a parlare con i russi a livello di ambasciatori od oltre, ma è chiaro che se ci dovessero essere futuri colloqui, l’Ucraina sarà in cima all’ordine del giorno. In un comunicato congiunto che annuncia la sospensione della cooperazione, i ministri hanno detto che il dialogo politico in seno al Consiglio NATO-Russia potrebbe continuare, “se necessario a livello di ambasciatori e soprattutto per permettere di scambiare punti di vista, prima di tutto su questa crisi”. I capi della politica estera europei hanno anche detto che avrebbero rivisto le relazioni della NATO con la Russia nella prossima riunione di giugno.
La NATO e l’Ucraina intensificheranno la cooperazione e promuoveranno le riforme della Difesa in Ucraina attraverso addestramento e altri programmi. L’Ucraina ha dato alla NATO una lista dei desideri delle “attrezzature tecniche” necessarie alle proprie forze armate, che non comprende armi, come ha detto il ministro degli Esteri dell’Ucraina Andrej Deshitsja in conferenza stampa dopo l’incontro con i ministri della NATO. Ha detto che la NATO avrebbe inviato degli esperti a Kiev la prossima settimana per vedere di cosa ha bisogno l’Ucraina. Europa e Stati Uniti collaborano per ridurre la dipendenza dell’Ucraina dall’energia russa sviluppando fonti alternative di gas naturale. Il segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry ha detto: “lavoriamo in sincronia per aiutare l’Ucraina a trasportare gas naturale in Polonia e Ungheria e sviluppare una rotta attraverso la Slovacchia”, aggiungendo che gli Stati Uniti sperano anche di esportare più gas naturale in futuro. “Gli sviluppi in Ucraina hanno messo i problemi della sicurezza energetica sulla ribalta e dimostrano la necessità di rafforzare la sicurezza energetica in Europa”, ha detto una dichiarazione congiunta rilasciata dal Consiglio energetico UE-USA tenutosi a Bruxelles, a fianco dei colloqui NATO. Separatamente, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha votato in massa sostenendo un disegno di legge che fornisce aiuti all’Ucraina e impone sanzioni alla Russia per la Crimea. Il disegno di legge passa ora al presidente Barack Obama per la firma. In un comunicato, la Casa Bianca ha detto che il presidente ha accolto con favore la mossa. “Questa legislazione ci permetterà di fornire un sostegno fondamentale all’Ucraina attraverso garanzie sui prestiti che faciliteranno l’accesso ai finanziamenti necessari per l’Ucraina, mentre ci vogliono passi essenziali per ripristinare la stabilità economica e riavere crescita e prosperità”, si leggeva. Nel frattempo, il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto che Washington avrebbe intensificato la cooperazione militare con la Polonia e gli Stati baltici per mostrare solidarietà agli alleati nella crisi in Ucraina. “Il dipartimento della Difesa avanza misure per sostenere i nostri alleati”, ha detto Hagel al Comitato dei Servizi Armati del Senato.
Pianificazione militare
I pianificatori militari hanno avuto dai ministri degli esteri della NATO l’ordine di studiare le opzioni militari. La possibilità di potenziali installazioni per le forze di terra, mare e aria viene studiata. L’elemento aereo ha già iniziato con il rafforzamento dei pattugliamenti della NATO sulle repubbliche baltiche e le esercitazioni dell’US Air Force con il suo omologo polacco. Altri  aeromobili potrebbero presto essere inviati. Secondo Der Spiegel, la Germania valuta se inviare 6 velivoli per il pattugliamento dello spazio aereo dell’Europa orientale, e il numero totale di aerei NATO nella regione sarà almeno raddoppiato, dice l’articolo. Il portavoce del ministero della Difesa tedesco ha detto a Reuters che tale questione sarà decisa dai politici, ma ha confermato che l’esercito potrebbe prendere parte ai pattugliamenti degli aerei AWACS dello spazio aereo di Romania e Polonia, così come ai voli di addestramento nell’ambito della missione di polizia aerea della NATO sul Baltico. L’alleanza cerca come poter utilizzare le sue forze navali e anche come dispiegare le forze di terra. L’elenco delle opzioni dovrebbe essere pronto entro il 15 aprile. Il generale Philip Breedlove, comandante supremo alleato della NATO in Europa e capo del Comando europeo delle forze armate USA, ha detto che “monitora il pieno impiego delle prossime esercitazioni della NATO” per vedere se si possono rafforzare. Il presidente romeno Traian Basescu ha detto che gli Stati Uniti avevano chiesto di aumentare il numero di truppe e aerei di stanza in una base aerea nel Paese, che confina con l’Ucraina. Nei prossimi giorni, 175 marine di Camp Lejeune in North Carolina saranno inviati in Romania, nell’ambito dello sforzo per rinforzare la presenza del Corpo dei marine in Europa per affrontare imprevisti. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha detto che il ritmo con cui la NATO aumenta la sua presenza militare in Polonia è insoddisfacente. Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, che ha detto in precedenza che sarebbe stato soddisfatto se la NATO inviasse due brigate pesanti in Polonia, ha detto nella riunione della NATO che avrebbe accolto tutte le forze della NATO stanziatevi.
Come il Guardian ha riferito, un documento riservato di sette pagine diffuso dal settimanale tedesco Der Spiegel, propone esercitazioni e addestramento congiunti tra l’alleanza e tre Paesi (Armenia, Azerbaigian e Moldavia) per migliorare l’“interoperabilità” dei militari con la NATO ed espanderne la partecipazione alle operazioni di “difesa intelligente” della NATO. Il documento ha inoltre proposto l’apertura di un ufficio di collegamento della NATO in Moldova, di fornire addestramento all’Armenia e dei programmi in Azerbaigian per assicurare i giacimenti di petrolio e di gas sul Mar Caspio. Un certo numero di esercitazioni si svolgerà in Ucraina quest’anno, tra cui: l’esercitazione di squadriglie aeree ucraino-polacche, le esercitazioni ucraino-polacche Ordine 2014 di unità di polizia militare, le esercitazioni ucraino-statunitensi Rapid Trident 2014, le esercitazioni aeree ucraino-polacche Cieli sicuri 2014, le esercitazioni ucraino-statunitensi Sea Breeze 2014, le esercitazioni multinazionali Light Avalanche 2014, le esercitazioni multinazionali delle unità di fanteria di montagna Carpazi 2014, e le esercitazioni Sud 2014 di unità meccanizzate ucraino-moldavo-rumene.
Il miele è dolce, ma le api pungono
A seguito della riunione della NATO, il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski, il cui Paese ha guidato lo sforzo per avvicinare Kiev all’UE, ha detto ai giornalisti che “il resto d’Europa non è sempre con noi”. Praticamente nessuno nei circoli ufficiali dell’UE, dell’Est o dell’Ovest, vuole la NATO in Ucraina. La Russia è il quarto partner commerciale della Germania, al di fuori dell’Unione europea, e suo maggiore fornitore di energia. Tra le aziende francesi con investimenti in Russia c’è la Renault, in parte di proprietà del governo francese. Attraverso una partnership con Nissan, quest’anno Renault ha avviato l’aumento di quasi il 75 per cento della partecipazione nella grande fabbrica automobilistica della Russia. Il 2 aprile, il quotidiano estone Ohtuleht ha pubblicato un editoriale che esprime preoccupazione sui legami economici tra la Russia e le economie dell’Europa occidentale dipendenti dalle sue forniture di gas. “Quale governo oserà suggerire ai propri elettori di trascorrere il prossimo inverno in un appartamento freddo solo per una penisola che nessuno sa indicare sulla mappa?” Andrejs Pildegovics, segretario di Stato per gli Esteri della Lettonia, ha detto che la sua nazione cerca di costruire il consenso alla soluzione diplomatica, mantenendo “le sanzioni sul tavolo”. “L’Ucraina non è un membro della NATO, non è sotto l’ombrello nucleare e non ci sono obblighi di proteggerla”, ha detto. Il Washington Post avverte che l’occidente può essere controbilanciato. Dice che la Russia concentrerà le risorse sul lancio dell’Unione eurasiatica, il prossimo anno. L’articolo nota, “Questa nuova alleanza non è il ritorno dell’Unione Sovietica, è geograficamente molto più ambiziosa, le esportazioni russe di petrolio e materiale militare aiuteranno l’Unione Eurasiatica ad assemblare un capitale geopolitico ben oltre i confini europei”, sottolineando un punto molto importante con cui fare i conti trattando la questione, “Pochissime nazioni possono produrre le armi e l’energia di cui hanno bisogno. Tra queste la Russia. India e Cina, ad esempio, hanno grandi forze militari che dipendono dalla tecnologia russa. Gazprom mette a punto un massiccio accordo sul gas con la Cina, basandosi su un accordo petrolifero precedente, e Rosneft ricerca un accordo a lungo termine con l’India. Nessuna di esse è stata in disaccordo con la Russia sulla scena internazionale; entrambe sono tra le 69 nazioni che non hanno condannato il “referendum” della Crimea alla Nazioni Unite”. Il Washington Post osserva che la Russia è ampiamente supportata in Europa dalle forze di destra e conservatrici. Potranno uscire vincenti nel voto di maggio per il Parlamento europeo, formando un dirompente blocco anti-EU e pro-Russia. Il giornale sollecita, “l’UE demoralizzata e divisa contrasterà la promessa  lanciata dall’Unione Eurasiatica. Il suo appello andrebbe ben al di là dei benefici commerciali e di traffico, magari promuovendo una valuta di riserva alternativa minando le istituzioni internazionali dominate dall’occidente”. La Russia ha ampi legami con India, Cina e Vietnam, fornisce grande supporto materiale a Siria, Iran e Venezuela e guida i rapporti con i Paesi BRICS. Insieme, questi Paesi rappresentano oltre il 20 per cento della produzione economica globale. Il giornale avverte che “la loro cooperazione potrebbe trasformarsi in un’alleanza militare con capacità di proiezione”.
La Russia invoca la ragione: far lavorare la diplomazia
Il 2 aprile, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha parlato per telefono con il segretario di Stato USA John Kerry. Esprimendo preoccupazione per le decisioni prese dalla NATO “che non aiutano l’attuazione di questi compiti”. Lavrov non ha annunciato alcuna misura di ritorsione, e ha sottolineato la necessità di sforzi congiunti per promuovere il “dialogo in Ucraina” sull’unità nazionale. Un alto funzionario del dipartimento di Stato ha detto che Kerry ha ribadito l’obiettivo della de-escalation della crisi e ha chiesto colloqui tra i governi russo e ucraino. “Il linguaggio delle dichiarazioni assomiglia piuttosto alla giostra verbale della Guerra Fredda”, ha detto in un comunicato il portavoce del ministero degli Esteri Aleksandr Lukashevich, osservando che la NATO prese tale decisione nella guerra della Russia contro la Georgia nel 2008, e poi riprese la cooperazione di sua spontanea volontà. “Non è difficile immaginare chi ci guadagnerà dalla sospensione della cooperazione tra la Russia e la NATO nella lotta a minacce e sfide moderne alla sicurezza internazionale ed europea, in particolare nella lotta contro terrorismo, pirateria, catastrofi naturali e di origine antropica”, ha detto Lukashevich. “In ogni caso, non saranno certamente la Russia o gli Stati membri della NATO”. Nel frattempo Mosca ha respinto le accuse della NATO che la Russia stia rimuginando piani aggressivi contro i Paesi occidentali. “Le rivendicazioni sui piani presumibilmente aggressivi di Mosca che minacciano i Paesi della NATO sono assolutamente infondate”, così l’agenzia Interfax citava l’inviato russo presso la NATO Aleksandr Grushko. Grushko ha aggiunto: “le mosse della NATO per proteggere i Paesi dell’Europa orientale non hanno senso”. La NATO ha iniziato le esercitazioni aeree il 1° aprile sulla repubblica ex-sovietica della Lituania con atterraggi di emergenza ed operazioni di ricerca e salvataggio. “Lo scopo di tali esercitazioni è risvegliare gli istinti da Guerra Fredda e dimostrare la necessità della NATO nelle condizioni di sicurezza attuali”, ha detto Grushko, aggiungendo che la Russia “in ogni caso” prenderà tutte le misure necessarie per garantire in modo affidabile la propria sicurezza. “Gli istinti da guerra fredda si sono risvegliati nella NATO, adottandone la retorica conseguente”, citava Aleksandr Grushko la pagina Twitter ufficiale della missione della Russia presso la NATO. “‘L’alleanza è in pericolo!’ Sembra che i contribuenti dovranno pagare i giochi militari”, ha detto. “L’ultima volta (nel 2008) ci fu un congelamento di tre mesi, e lo scongelamento a dicembre”, ha detto riferendosi alla breve guerra della Russia con la Georgia. “Cosa posso dire: è una guerra fredda, quindi sono ancora congelati”, ha scritto su Twitter.
Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha detto che la Russia voleva risposte dalla NATO sulle attività dell’alleanza militare occidentale in Europa orientale. “Abbiamo rivolto domande all’alleanza militare del Nord Atlantico. Non solo aspettiamo risposte, ma che siano completamente basate sul rispetto delle regole concordate”, ha detto Lavrov in una conferenza congiunta con l’omologo kazako. Ha detto che la Russia ha il diritto di spostare truppe sul suo territorio e che le forze attualmente vicine al confine con l’Ucraina sarebbero rientrare nelle loro basi permanenti dopo aver compiuto le esercitazioni militari.
Bisogna fare i conti la realtà e i fatti della vita. La NATO dovrebbe pensarci seriamente prima di seguire il sentiero del confronto aperto con la Russia, invece di usare la diplomazia per risolvere le differenze e trovare un terreno comune per affrontare la questione ucraina in modo positivo.
1920174La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

giovedì 27 marzo 2014

La NATO intensifica le attività contro la Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 27/03/2014
maxresdefaultLa NATO calcola le mosse per intensificare la pressione diplomatica e armare le sue minacce verbali mentre si prepara a provocare un’ulteriore escalation delle relazioni con la Russia. Alcuni aspetti ricevono poca attenzione o sono oscurati al pubblico nel vortice degli eventi legati a Crimea e Ucraina. Nel suo intervento alla Brookings Institution di Washington, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che la posizione della Russia sull’Ucraina può influenzare le prospettive sul controllo delle armi nucleari in Europa, che hanno già affrontato sfide politiche. Come ha sottolineato, “Certo che non si può escludere che gli eventi cui abbiamo assistito in Crimea avranno anche un impatto sul modo di pensare il controllo degli armamenti, comprese le politiche nucleari”. Il capo dell’alleanza non specificava se si riferisse a potenziali variazioni nelle posizioni della NATO o della Russia sul possibile ritiro delle armi nucleari tattiche in Europa, o a entrambe. Un’inversione su tagli alla difesa è probabile sia l’argomento principale del vertice NATO, come ha detto il ministro degli Esteri inglese William Hague a Sky News all’inizio del mese. Secondo notizie, un funzionario occidentale anonimo ma ben piazzato ha detto, “la NATO avrà un serio ripensamento su ciò che l’articolo 5 significhi veramente”, aggiungendo, “le nazioni occidentali hanno minimizzato la prospettiva di dover rafforzare i nostri alleati orientali. In un sol colpo, tutto è cambiato”.
Gli USA chiedono maggiore durezza
Il 3 marzo, il Pentagono ha annunciato che esercitazioni, incontri bilaterali, visite e conferenze di pianificazione con la Russia sono sospesi. Un crescente gruppo bipartisan di parlamentari, tra cui i senatori Dick Durbin (D-Ill.) e Kelly Ayotte (R-N.H.), ha ripetutamente chiesto agli Stati Uniti d’inviare aiuti militari all’Ucraina. I due hanno quasi chiesto l’invio di truppe USA a “Face the Nation” della CBS. “E’ importante prendere azioni per scoraggiare ulteriormente l’aggressione russa contro il popolo ucraino”, ha osservato Ayotte. “Potremmo inviare altre apparecchiature di comunicazione e assistenza tecnologica. Ci sono cose che potremmo fare senza coinvolgere i nostri soldati sul terreno”. Durbin ha incoraggiato il Congresso a prendere in considerazione l’invio di armi. “Si possono inviare armi leggere”, ha detto. La Casa Bianca intanto non esclude l’invio di aiuti militari all’Ucraina. Il viceconsigliere per la Sicurezza Nazionale Tony Blinken ha detto che l’amministrazione Obama avrebbe preso in considerazione “ogni richiesta che riceviamo dagli ucraini”. “Quello che vediamo ogni giorno è una Russia sempre più isolata e la sua economia colpita gravemente”, ha detto Blinken alla CNN il 23 marzo. “Questo richiede una rivalutazione completa di come avvicinare la Russia”, ha detto Fiona Hill della Brookings, un’ex-agente dell’intelligence nazionale statunitense dedita alla Russia. “Putin ha chiarito che intende riaffermare la sfera d’influenza della Russia… Non abbiamo una strategia per affrontarlo”.
Attività militari intensificate
La NATO dovrebbe rispondere con l’invio di altre forze militari statunitensi nell’Europa centrale e orientale, stimolando la spesa per la difesa dai Paesi europei. Anche se gli Stati Uniti hanno annullato Atlas Vision 2014, che avrebbe dovuto svolgersi a luglio nella città russa nord-orientale di Cheljabinsk, il Pentagono dice che andrà avanti con i piani per un’esercitazione militare multinazionale questa estate in Ucraina. Come Stars and Stripes riporta, “Il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno scelto di portare avanti l’esercitazione in Ucraina, mentre annulla quella in Russia, dimostra il sostegno occidentale a Kiev nel suo confronto con Mosca”. A luglio l’esercito statunitense prenderà parte a Rapid Trident 2014, esercitazione per coordinare le operazioni congiunte tra le forze armate partner in Ucraina occidentale, vicino al confine polacco. Il post di Adam Rippon è conciso ma riflette la sostanza della questione, “Ci hai messo tanto, Ucraina, a chiedermelo, e mi batterò per l’Ucraina contro la Russia! Con amore dall’Irlanda!” Questo è solo uno dei tanti commenti postati sulla pagina facebook dell’esercitazione che riflette il pensiero degli aspiranti all’evento. Rapid Trident si terrà a Leopoli, vicino al confine polacco. “Promuoverà la stabilità e la sicurezza regionale, rafforzando la capacità del partenariato, stimolando la fiducia, migliorando l’interoperabilità tra USAREUR, le forze di terra di Ucraina e di altre nazioni (NATO e alleati)”, dice il sito USAEUR. La pagina facebook informa che, “le esercitazioni lo scorso anno videro più di 800 pezzi di artiglieria e circa 170 veicoli da combattimento… Inoltre, 4 elicotteri Mi-8, un aereo da trasporto militare An-26 delle Forze Armate dell’Ucraina e un aereo da trasporto C-160 tedesco furono coinvolti nelle operazioni per l’evacuazione dei feriti dal campo di battaglia”. Sullo sfondo degli eventi ucraini, ci potranno essere nuovi elementi nello scenario previsto. Ad esempio, il Pentagono ha rifiutato di fornire informazioni sul numero di forze USA che dovrebbero partecipare alle manovre. Oltre alle truppe statunitensi e inglesi, Rapid Trident 2014 comprenderà unità di Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Canada, Georgia, Germania, Moldavia, Polonia, Romania e Ucraina. Nel commentare l’evento Stars and Stripes ha scritto, “Il governo statunitense non ha promesso armi o intelligence al governo ucraino, ma potrebbe ripensarci se la situazione s’aggrava”. I quattro F-15C Eagles statunitensi schierati nella base lituana saranno affiancati da altri sei F-15 di Lakenheath in Inghilterra. Il 17 marzo, il Regno Unito ha annunciato che aerei Typhoon si uniranno alla missione di polizia. Il contingente statunitense nei Paesi baltici ha più che raddoppiato il numero di aerei da guerra statunitensi che attualmente pattugliano i cieli delle repubbliche ex-sovietiche di Lituania, Estonia e Lettonia. La NATO ritiene che con tale maggiore presenza s’intende istituire una forza di risposta rapida per contrastare eventuali minacce del Cremlino, come l’invio di bombardieri presso basi vicine allo spazio aereo del Baltico.
Il 5 marzo il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto al Congresso che gli Stati Uniti, separatamente, aumenteranno i voli di addestramento negli Stati Uniti con l’esercito polacco. Tre C-130 e circa 100 effettivi di Ramstein dovrebbero arrivare ai primi di aprile, ma date le osservazioni di Hagel, ciò potrebbe cambiare. Saranno schierati nella base aerea di Powidz in Polonia. “Penso che sia chiaro… che gli eventi della scorsa settimana sottolineano la necessità per gli USA del costante impegno globale e della leadership”, ha detto Hagel al Comitato dei Servizi Armati del Senato. E pochi giorni fa, la NATO ha annunciato che gli E-3 AWACS da sorveglianza decolleranno dalle basi in Inghilterra e Germania per pattugliare Polonia e Romania, tenendo d’occhio l’attività nella vicina Ucraina. Il 14 marzo quattro membri della NATO dell’Europa centrale hanno firmato un patto militare a Visegrad, per coordinare la pianificazione della Difesa e creare un’unità di combattimento congiunta che operi sotto l’egida della NATO e dell’Unione europea, in risposta alla crisi in Ucraina. L’organo comune sarebbe composto da 3000 soldati forniti dai quattro Paesi. L’accordo firmato dai ministri della Difesa dei quattro Paesi include esercitazioni militari congiunte e coordinamento delle spese per la Difesa. Secondo il ministro della Difesa polacco Tomasz Siemoniak, l’unità da combattimento “V4-UE” sarà pronta a partecipare alle operazioni della NATO o dell’Unione europea entro il 2016, tuttavia ha aggiunto che la cooperazione militare V4 è “unica” nell’alleanza militare NATO”. Il ministro degli Esteri ungherese Janos Martonyi ha detto il 13 marzo che i membri V4 sono particolarmente “vulnerabili” alla situazione ucraina, e che venendo colpiti dalle sanzioni dell’UE contro la Russia, s’attendono “solidarietà” dagli altri Stati membri dell’UE. Varsavia, da parte sua, si concentra sulla promozione delle sue capacità antimissile nazionali. I vertici polacchi hanno avuto colloqui con il consorzio degli armamenti a guida USA responsabile del Medium Extended Air Defense System, ha riferito il Syracuse Post-Standard. La Polonia valuta il sistema di difesa missilistica a medio raggio MEADS e altre tre tecnologie rivali, per un possibile contratto da 5 miliardi di dollari per migliorare le capacità della difesa missilistica dell’ex-Stato satellite sovietico. Non c’era molto di nuovo nella descrizione del lieve incremento del dispiegamento di forze militari. I recenti spostamenti di velivoli F-16 e F-15 in Polonia per partecipare ad una missione di pattugliamento aereo della NATO sono solo temporanei, e saranno sostituiti da forze di altre nazioni quando Washington ritirerà i suoi equipaggiamenti, ha riferito il New York Times.
Una forza militare russa pronta al combattimento con cui fare i conti
La Russia adotta le risposte. La Bielorussia riceve altri aerei da guerra russi. Il ministero della Difesa questo fine settimana ha annunciato che aerei di primo allarme A-50 sono stati riassegnati alla base aerea di Baranovichi in Bielorussia. Questi aerei-radar sono fondamentali per la gestione dello spazio aereo durante i combattimenti, coordinando le missioni aria-aria e aria-terra di 10 aerei  alla volta. La scorsa settimana, l’aeronautica russa ha inviato in Bielorussia sei caccia Su-27 costruiti per contrastare gli F-15 degli Stati Uniti. Sono altamente manovrabili, ma possono anche svolgere missioni di supporto aereo contro obiettivi a terra. Unità russe in Bielorussia hanno appena condotto “esercitazioni tattiche” con i nuovi aerei da guerra. Entro la fine dell’anno ci sarà un intero reggimento di 24 Su-27 in Bielorussia. I nuovi sistemi a lungo raggio di Difesa aerea con capacità di difesa missilistica S-400 (Trjumf) sono stati recentemente installati nelle aree suburbane di Mosca di Zvenigorod, Elektrostal e Dmitrov. La nuova arma può colpire aerei, velivoli senza pilota e missili balistici a una distanza di 400 km. I sistemi sono protetti dal sistema di difesa aerea a breve-medio raggio Pantsir-S1 su ruote gommate, cingolati o stazionarie con 2-3 operatori. Si compone di cannoni antiaerei a tiro rapido e missili superficie-aria con un sistema di puntamento radar ed ottico e guida via radio-comando che può monitorare 36 obiettivi alla volta. Gli S-500 (55R6M “Trjumfator-M”) entreranno nell’arsenale delle forze armate a breve. L’S-500 è un sistema missilistico superficie-aria di nuova generazione (non un aggiornamento), progettato per intercettare i missili balistici intercontinentali e per la difesa contro gli Airborne Early Warning e i sistemi di controllo e disturbo. Con una gittata di 600 km l’S-500 potrà rilevare e inseguire contemporaneamente fino a 10 bersagli balistici supersonici che volano a 5 km/s alla quota di 400 km. Questo sistema di difesa missilistico può colpire testate strategiche in volo. Il Ministero della Difesa della Russia ha stanziato 55 miliardi di dollari per la Difesa migliorando notevolmente la capacità delle difesa aerea, e introducendo nelle forze armate nuovi caccia Su-35 ed SSBN.
Gli eventi mondiali recenti, tra cui la situazione interna della Russia, testimoniano il fatto che nessuno si preoccupa dei deboli. Di regola le norme del diritto internazionale e morali sono dimenticati dai forti. Ad esempio, la Jugoslavia era un Paese con un’economia di mercato che non rappresentava alcuna minaccia per l’occidente. Fu bombardata e divisa, mentre il mondo intero guardava. L’atteggiamento nei confronti della Russia è evidente. Non appena ha posto il veto alla risoluzione che vietava il diritto all’autodeterminazione della Crimea, indicato nella Carta delle Nazioni Unite, l’ambasciatore russo Vitalij Churkin Nazioni Unite è stato letteralmente aggredito dalla collega statunitense Samantha Power che, essendo eccessivamente emotiva, gli si avvicinò per dire che la Russia aveva perso e non vinto la guerra fredda. Nessuno considera un perdente da pari. In realtà la Russia non ha mai perso la Guerra Fredda, ma piuttosto vi ha posto fine. Continua ad essere una grande potenza con proprie politiche interna ed estera, attuate senza badare ai cosiddetti “vincitori”. Per evitare qualsiasi tentazione nel testare la forza di volontà della Russia nel difendere la propria indipendenza, rafforza il suo potenziale militare, soprattutto la difesa aerea. Rafforzare le capacità difensive è il modo migliore per dare agli altri una visione realistica del mondo e della sua realtà.
75070La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

mercoledì 26 marzo 2014

Le ragioni di chi sta dalla parte di Putin


di Alfonso Piscitelli Fonte: millennivm



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Coloro che, partendo da diversi punti di vista,  hanno a cuore il tema della libertà dei Popoli, della sovranità e dell’indipendenza da un modello economico dominato dai grandi speculatori occidentali nelle ultime settimane si sono divisi riguardo alla valutazione della crisi in atto nella regione orientale del nostro continente. La divisione è legittima ed è doveroso ascoltare le ragioni degli altri, così come argomentare nella maniera più pacata possibile le proprie. Il modello da evitare è quello del tifo da stadio, il paradigma da perseguire è l’analisi della realtà che tenga presente i fattori strutturali (economo-sociali) e quelli valoriali nello stesso tempo. Chi scrive ritiene inoltre che sia doveroso un passaggio di livello da un piano di argomentazione “ideologico” a un piano di argomentazione più squisitamente “geopolitico”. Vedremo nei prossimi scritti di illustrare meglio – nei limiti delle nostre capacità – questo passaggio di livello.
Ciò premesso arriviamo al nocciolo della questione e della divisione. Vi è chi ritiene che i manifestanti di piazza Maidan abbiano agito per la libertà e il bene del loro popolo e che siano un esempio da seguire e un alleato da appoggiare. Vi è chi al contrario ritiene che gli “indipendentisti” di piazza Maidan – e ci riferiamo in particolare agli attivisti di Svoboda e Pravi Sector – siano stati più che altro la manovalanza di un colpo di Stato promosso all’esterno dei confini dell’Ucraina.
Questo colpo di Stato mira ad inserire l’Ucraina nella sfera di influenza della NATO, sottoponendola alle logica del Fondo Monetario Internazionale e dei grandi speculatori internazionali. Non si può parlare certo di “strumentalizzazione” di una rivolta partita con finalità giuste e con strategie efficaci: i leader della protesta di piazza sapevano benissimo quali movimenti si compivano nelle retrovie, chi forniva aiuti finanziari, logistici e addirittura armi nuove di zecca.
Come giudicare poi la figura e il ruolo assunto nel continente europeo da Vladimir Putin? Coloro che nel corso della crisi ucraina si sono schierati dalla parte della Federazione Russa sono stati accusati di essere succubi di una sorta di “emozione politica”: di una putin-mania. Se esiste questa affezione possiamo tranquillamente confessare di esserne affetti…
Ebbene sì, chi scrive è un “putiniano”: considera Vladimir Putin il più importante statista europeo e fatte le dovute differenze di contesto guarda a Putin come un patriota risorgimentale siciliano del 1861 guarderebbe a  Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele e come un patriota del Baden-Wurttemberg del 1870 guarderebbe a Bismark e al Re di Prussia. Ovviamente le analogie valgono fino a un ceto punto: qui non si tratta di costituire uno Stato accentrato monolitico, con capitale Mosca, ma di pensare a una vasta e articolata confederazione di popoli europei che non può non includere la Russia (che però non è propriamente uno Stato minore… e neppure una “media potenza regionale”).
Quali sono i motivi del giudizio positivo di Putin? Elenchiamoli, schematicamente e senza pretesa di esaustività:
1. Putin ha restaurato in Russia una “concezione spirituale della vita”, incentrata sul rispetto delle grandi tradizioni religiose russe (cristianesimo, buddhismo, islam scita, sciamanesimo siberiano). Esaurita definitivamente la fase del materialismo di Stato la Russia torna a essere un luogo spiritualmente libero dove vige la compresenza rispettosa delle grandi Tradizioni religiose e se Putin bacia le icone ortodosse, il suo ministro della difesa Shoigu è buddhista.
2. Putin promuove una grande alleanza di civiltà d’Oriente (India, Cina, Iran) per bilanciare l’unipolarismo promosso  da chi all’indomani del crollo del Muro di Berlino aveva la convinzione di annunciare la “fine della storia”.
3. Ultimamente, sia pur con risultati alterni, Putin ha intensificato le relazioni anche con il Giappone cercando di sottrarlo all’area americana.
4. Attraverso la cooperazione energetica (North Stream) e tecnologica (ammodernamento della Transiberiana) sta stringendo i legami strutturali tra Germania e Russia e l’integrazione tra le due grandi potenze europee procede nonostante il governo per molti aspetti occidentalista della Merkel.
5. Il Partito Russia Unita sta sviluppando i legami con quei movimenti identitari e sovranisti che – sia pur con qualche semplificazione intellettuale e qualche incertezza strategica – si propongono di ovviare ai guasti della società multietnica, del commissariamento dall’alto dei Popoli europei e dell’esposizione ai condizionamenti dei grandi speculatori occidentali.
6. Putin sta rinnovando il volto della Russia promuovendo opere come  la “Grande Mosca”, nella cui realizzazione peraltro un ruolo importante assume il  design di architetti italiani.
7. Putin ha vietato gli OGM sul suolo russo.
8. Putin ha indicato l’obiettivo dell’autosufficienza alimentare della Russia.
9. Egli ha indicato stabilito l’obiettivo del ripopolamento delle aree rurali e ha indicato la vita a stretto contatto con la natura come un  modello positivo da proporre ai giovani.
10. Putin combatte in Siria e Egitto il terrorismo salafita e nello stesso tempo impedisce che in Siria e Iran si pongano le premesse per un nuovo disastroso intervento armato.
11. Ha fatto spiccare un mandato di cattura internazionale per Soros, lo speculatore internazionale che invece in alcuni paesi occidentali è addirittura considerato un filantropo e un munifico mecenate di artisti della politica…
13. Putin ha posto un argine all’espansione del fondamentalismo islamico in Russia  e ha condannato l’ideologia del multiculturalismo ribadendo la necessità per gli immigrati di rispettare le leggi, le tradizioni religiose e civili del popolo che li ospita.
14. Guardiamo con interesse allo svilupparsi in Russia di iniziative come i Giochi militari studenteschi e al rinascere dell’Ordine dei Cosacchi. La storia dei prossimi decenni dirà se questo genere di iniziative saranno feconde per la conservazione della civiltà europea o se lo sarà invece un modello incentrato sul Grande Fratello, sul consumismo televisivo, sulla rivendicazione isterica di diritti di piccole lobby.
15. Importante è in Russia la rivalutazione dell’importanza del “pubblico”: scuola pubblica, sanità pubblica, gestione attraverso aziende strettamente legate alla sovranità statale del petrolio e delle altre risorse del sottosuolo, esercito pubblico basato sulla leva di popolo e non sull’impiego di professionisti delle armi.
16. Nella Russia di Putin sono disincentivati divorzio e aborto, vengono aiutate le famiglie prolifiche. È stato posto rimedio al drammatico crollo demografico che era frutto della crisi profonda degli anni Novanta.
18. La droga, ovviamente, è severamente proibita e sono stati previsti ceck up periodici per tutta la popolazione giovanile.
19. L’omosessualità tollerata in privato non viene innalzata a “modello pubblico”. Allo stesso modo le starlet del mondo dello spettacolo non vengono considerate profetesse di una qualche verità rivelata e se compiono provocazioni premeditate offendendo ciò che vi è di più sacro ne pagano le conseguenze.
Per tutti questi motivi Putin è entrato nel mirino di contestatori arguti ma abbastanza faziosi, come quel Bernard Henry-Levi che dalle colonne francesi e anche italiane tuona contro di lui. Per questi motivi (ma altri ancora più profondi potrebbero essere addotti: motivi di ordine storico, spirituale, culturale) noi stiamo con Putin.

lunedì 24 marzo 2014

La NATO scopre il nuovo esercito russo

Dedefensa 24 marzo 2014
Fonte: Aurora sito 1013798Secondo il blocco BAO, c’è stata l'”invasione” della Crimea da parte dell’esercito russo, o meglio un'”incursione” (è la parola d’ordine, e BHO ha anche usato la parola “incursione”). In questo contesto, accettata l’ipotesi di sviluppare ulteriormente la nostra analisi, è interessante sentire l’apprezzamento dei capi militari della NATO. Come il Comandante in Capo supremo della NATO (SACEUR), generale dell’USAF Breedlove, che istruiva il Forum di Bruxelles, l’assai ortodosso meeting annuale organizzato dall’atlantista German Marshall Fund, questo fine settimana a Bruxelles. (Per gli stralci di seguito, consultare il Wall Street Journal del 23 marzo 2014).
Breedlove è rimasto molto colpito, soprattutto dalla preparazione delle “incursioni” con il pretesto delle manovre consentite dall’accordo sulla sicurezza, e dalla loro esecuzione, “il generale ha detto che era chiaro che la Russia ha migliorato in modo significativo le sue capacità dopo la guerra in Georgia del 2008. “L’incursione della Russia in Georgia … probabilmente non fu la più morbida”, ha detto. “A titolo di confronto, l’incursione in Crimea ha funzionato come un orologio, a partire dalla disconnessione quasi completa delle forze in Crimea dal loro comando tramite disturbi ed attacchi cibernetici, e poi l’accerchiamento completo da parte delle forze russe in Crimea”.”
Breedlove è rimasto in costante contatto con il suo omologo russo, il Generale Gerasimov, Capo di Stato Maggiore Generale. Si erano informati sulla situazione e Breedlove riconosce che non è possibile determinare se questi colloqui abbiano indotto in errore sulle intenzioni russe, in un momento o nell’altro, ma intende comunque continuarli… E’ una situazione strana, perché si tratta di una miscela di cooperazione e antagonismo, cooperazione, perché la posta in gioco è troppo alta per  due potenze nucleari di queste dimensioni; e antagonismo, perché le operazioni in questione sono in realtà antagonistiche: Breedlove “... ha difeso i contatti che ha sviluppato con il suo omologo russo il Generale Valerij Gerasimov, capo di Stato Maggiore generale. Ha detto che avrebbe cercato di mantenerli in futuro. La NATO aveva cercato di migliorare i contatti ai vertici militari russi negli ultimi mesi e l’alleanza ha detto che i due uomini parlarono il 24 febbraio, subito dopo l’inizio della crisi in Crimea. Convennero di “tenersi reciprocamente informati” sulla situazione, secondo la NATO. “Venivo ingannato?”, si chiede il generale Breedlove. “Non posso affermarlo. Non so quando e come la sua leadership abbiano preso tali decisioni”.
Breedlove ritiene che i russi usino la pressione delle loro forze armate per considerare delle “incursioni” in determinate situazioni di conflitto latente, in modo da scoraggiare i piani per l’ingresso nella NATO di alcuni Paesi alle frontiere della Russia. Avrebbero mescolato efficacemente soft power (sistema mediatico per fare pressione) e hard power (sistema  tecnologista per la gestione delle loro forze armate) con risultati sostanzialmente politici più che militari. “Il generale Breedlove si era detto preoccupato che le forze russe nei pressi del confine ucraino attraversassero il sud dell’Ucraina verso la Transnistria, una provincia separatista filo-russa in Moldova. Mosca, ha avvertito, sembrava usare attivamente i conflitti congelati nei suoi confini, come Transnistria e Abkhazia in Georgia per porre un veto alla spinta dei vicini a legami più profondi con l’UE e la NATO. In altre parole, se la Russia è preoccupata da un Paese diretto verso l’occidente, un modo per risolvere tale incursione è un conflitto congelato e ora nessuno vuole pensare di trascinare tale nazione nella NATO, perché potrebbe significare un conflitto con la Russia molto preoccupante”, ha detto.”
66954Breedlove ha a lungo assicurato il suo pubblico che la NATO aveva avviato una ridistribuzione sostanziale delle sue forze in base alla nuova situazione e, soprattutto, delle nuove tattiche mostrate dall’esercito russo. Nonostante la sicurezza mostrata dal SACEUR in questo contesto eminentemente di pubbliche relazioni, sembra che il comportamento russo in Crimea, mescolando con competenza estrema flessibilità e coordinazione tra soft power e hard power delle forze militari, senza le vampate dei carri armati tra nuvole di fumo e crepitio di traccianti, sia un nuovo e assai sensibile problema per l’alleanza. Questo problema è dovuto semplicemente al fatto che, sotto la guida degli Stati Uniti, seguendo ciecamente concezioni basate su aree classificare secondo una visione ideologica rigida, la NATO ha sviluppato le funzionalità del nuovo tipo di guerra postmoderna (G4G o “guerra di 4.ta generazione”) per gli interventi “fuori area”, ritenendo l'”area  NATO” (e la Russia) “sotto controllo “. Il problema posto alla NATO dalle capacità e dai piani russi si evidenzia quando la cosiddetta zona “sotto controllo” non lo è affatto, ed è anche suscettibile a tattiche e tecniche completamente nuove. Tuttavia, questa area è intrinsecamente di fondamentale importanza dal punto di vista strategico, naturalmente, ma ancora più quale unico campo del confronto finale tra il sistema e la resistenza antisistema. Un altro rapporto (direttamente dal Forum di Bruxelles), che fornisce un ulteriore aspetto dell’intervento di Breedlove e di altri nel forum, è particolarmente orientato ad evidenziare il problema delle capacità militari e il loro corretto utilizzo nelle crisi di tipo sempre più nuovo, postmoderno, caratterizzato da tumulti organizzati e spontanei, e da una generale situazione politica fluida e segnata dalla onnipotenza mediatica. L’azione psicologica sul nemico, anche se non direttamente coinvolto, gioca un ruolo importante, è ciò che Breedlove chiama “ambiguità strategica” (i russi durante la crisi di Crimea), ricordando la famosa tecnica nota come maskirovska dell’Armata Rossa (v. 13 agosto 2002), utilizzata con successo variabile durante la Guerra Fredda, la cui mentalità è molto più adatta alla situazione postmoderna, in cui trionfa il sistema mediatico con i suoi simulacri, la sua narrativa, ecc. “Breedlove (…) ha detto che non vi era dubbio che la Russia avesse anticipato l’operazione in Crimea da qualche tempo. “Parte del piano credo era creare ambiguità strategica”, ha detto. “La Russia ha cercato di dare un volto locale alle milizie della Crimea, ma c’era un sottile fronte di abitanti locali davanti e molti uomini in verde dietro”, ha continuato, riferendosi alle truppe russe con uniformi camuffate. (…) Una sessione successiva sulle differenze tra “hard” e “soft” power illuminava i diversi approcci ai conflitti tra Stati e attori non statali. Gitte Lillelund Bech, manager pubblico, consigliera ed ex-ministra della Difesa danese, ha detto che l’esercito cambia visione del proprio ruolo. “I militari non solo pensano a se stessi come hard power”, ha detto. “Si occupano anche di sviluppo e diplomazia”. Il generale John Allen, addetto alla politica estera presso la Brookings Institution ed ex-comandante alleato in Afghanistan, conveniva che l’uso del solo hard power non sia sostenibile. “L’applicazione di risorse soft power spiazza il nemico dal campo di battaglia e riduce l’hard power che si deve affrontare”.”
L’osservazione generale che si può trarre da queste poche osservazioni e confidenze è che i capi della NATO sono estremamente sorpresi dalle capacità di manovra, mobilità, disciplina e  discrezione delle azioni delle forze russe. Indubbiamente, si tratta di un nuovo elemento di notevole importanza per i militari e gli esperti del blocco BAO, finora inclini a trattare con disprezzo le forze armate russe. È una chiara indicazione che la riforma dell’esercito russo iniziata negli ultimi anni, e ancora in corso, da i suoi frutti e va molto oltre la semplice tecnica, forza materiale e struttura, concentrandosi anche sui piani psicologici e di comunicazione con una visione politica, tenendo conto delle dimensioni dell’analisi profonda dei caratteri fondamentali, tra cui quelli dell’ordine mentale che caratterizzano il nostro tempo metastorico. “Incursione” o meno (in Crimea), è bene che i capi del sistema siano convinti di questa evoluzione, il che complica l’analisi della situazione europea, sia dal punto di vista dell’equilibrio delle forze, del loro utilizzo come della dimensione mediatica con i suoi effetti psicologici. Improvvisamente, la situazione in Europa appare loro molto meno stabile nel suo orientamento dinamico, già caratterizzata dalla percezione trionfante dell’evoluzione a senso unico verso l’indebolimento e l’isolamento della Russia fino alla sua sconfitta finale (il grossolano “Dopo Kiev, Mosca” di McCain, caratteristico dello spirito ottuso della visione binaria del mondo (15 marzo 2014)).
1962887Si potrebbe anche dire che il comportamento russo durante questa crisi ha introdotto una nuova dimensione nell’utilizzo delle forze armate, senza dubbio una sorpresa militare per il blocco BAO. A nostro avviso, l’idea centrale di questa nuova dimensione riguarda la nuova “pseudo-guerra” (G4G),  introdotta nel periodo successivo l’attacco dell’11/9, un nuovo tipo schierato con vari gradi di successo soprattutto dalle forze del blocco BAO nei teatri esterni e periferici (Africa, Medio Oriente, subcontinente indiano), combinando l’uso del sistema mediatico nella dimensione psicologica con l’utilizzo di unità mobili speciali, ridotte, ecc. Ciò che dimostrano i russi, dal punto di vista del blocco BAO, è che questo tipo di “pseudo-guerra” sarebbe adatta anche all’Europa,  un’area che si riteneva estranea a tale schema, applicandolo loro stessi con maggiore abilità ed efficienza di quanto sia stato fatto finora nei cosiddetti “teatri esterni e periferici”, con un assai maggiore impatto politico grazie alle strutture di potere consolidate nell’area europea, indicando che una riuscita spinta dell’influenza psico-militare permette di far vacillare strutture politiche efficaci dalla parte di coloro che utilizzano queste tecniche. (Le varie campagne irachene e afgane del blocco BAO furono un disastro, dove la formula postmoderno si danneggiò in un pasticcio catastrofico, come altre campagne meno inefficaci ma nessuna di un qualche successo… La sorpresa russa sarebbe che un esercito percepito privo d’esperienza in questo tipo di intervento, riesca ad applicare la formula, notevolmente rinnovata e migliorata, con tanta efficienza e flessibilità in un teatro importante e finora considerato “sicuro” rispetto a tale tipo d’instabilità. È forse un nuovo sviluppo capitale, perfino rivoluzionario, del concetto di G4G. La psicologia russa, nutrita dalla politica del principio al contrario delle forze del blocco BAO che subiscono la pressione del sistema, ha indubbiamente un ruolo importante in questa evoluzione).
1924795Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora