La
partnership strategica russo-cinese (RCSP), ideata nel 1996, è
l’ancora geopolitica dell’Eurasia del 21° secolo, plasmandone
evoluzione ed ingresso nel mondo multipolare. Nessun altro rapporto
politico tra attori dei due continenti vi si avvicina, facendo della
RCSP l’unico formidabile rivale degli Stati Uniti con le loro alleanze
militari privilegiate con NATO, regni del Golfo e Giappone. Nella lotta
di questo secolo per il supercontinente, l’interazione tra RCSP e
Stati Uniti definirà la politica mondiale.
Detrattori o distrattori?
Molto rumore proviene dai media occidentali sulla RCSP, con qualche
illuminazione dell’importanza sfida al Washington Consensus, e altro,
presentata come null’altro che l’aggravarsi della dipendenza di Mosca
da Pechino. Tali vedute vengono spesso strombazzate sia per spaventare
gli statunitensi e giustificare l’aggressione del loro governo a Russia e
Cina, che per alimentare la disinformazione volta a dividere Russia e
Cina. Solo raramente la RCSP viene citata come avvertimento agli Stati
Uniti nel moderare le proprie politiche, modo più competente di
presentare tali fatti all’elettore occidentale. L’intento dell’articolo è
sostenere provocatoriamente che la RCSP è già una realtà nel mondo in
divenire, manifestazione dell’incubo di Washington che si estende
dall’Eurasia al Nord Africa e America Latina, sfidando l’ordine
occidentale, ma solo per guidarne la transizione al mondo multipolare,
obiettivo di entrambi i Paesi nella loro solidarietà dal 1997. La
riluttanza degli Stati Uniti nel riconoscere i cambiamenti radicali
verificatisi nel mondo, da allora, e l’insistenza nel prolungare il
momento unipolare in dissoluzione, sono le maggiori cause della
destabilizzazione globale attuale. Nonostante i detrattori che cercano
di suscitare paure e le tattiche divisive dei distrattori, la RCSP è
solida, difensiva e più unita che mai. Esplorando le convergenze della
politica russo-cinese nei settori chiave dell’Eurasia e altrove,
l’articolo dimostrerà che la RCSP è viva e in crescita, e che
attivamente avvicina il mondo al multipolarismo.
Parte I: Struttura
Prima di passare ai dettagli geopolitici della RCSP, occorrerà
identificarne le basi strutturali: il ruolo di Russia e Cina, le basi
della loro cooperazione e le azioni istituzionali per la
ristrutturazione dell’ordine internazionale.
Contrappeso russo e porta cinese
Ci sono ruoli definiti che entrambi i partner svolgono nella loro
interazione. La Russia agisce come equilibratore militar-politico in
Eurasia, divenendo un’alternativa (che siano Stati Uniti o Cina) per
grandi potenze, Stati emergenti ed entità interessate. Verrà mostrato
come funziona la stretta collaborazione della Russia con la Cina
nell’assicurarsi che questo equilibrio raggiunga gli obiettivi
strategici di entrambi, a volte riproducendo la dinamica del ‘poliziotto
buono, poliziotto cattivo’. La Cina, da parte sua, è sulla via del
sorpasso degli Stati Uniti quale prima economia mondiale in termini di
PIL, quest’anno, ed è la potenza economica predominante nel mondo in via
di sviluppo. I suoi profondi e privilegiati legami nei mercati in via
di sviluppo dell’agricoltura e delle materie prime di Africa, America
Latina e Stati del filo di perle ne fa la porta economica della Russia,
soprattutto alla luce dei recenti sviluppi. Così, ciò che la Russia può
fornire alla Cina in termini di equilibrio militar-politico nelle
regioni chiave, la Cina lo ricambia con opportunità economiche e
agevolazioni negli scambi tramite i suoi contatti e reti di elitarie.
Naturalmente, il tandem tra Russia e Cina è ben lungi dall’essere
perfetto, come lo è l’applicazione strategica nel mondo, ma questa è la
teoria generale dell’approccio cauto: la Russia è il contrappeso e la
Cina la porta. Più agiscono assieme, per esempio in Medio Oriente e
America Latina, più se ne intravedono gli obiettivi multipolari puri e
lo stretto coordinamento; allo stesso modo, più si avvicinano questi due
nuclei eurasiatici, più il rapporto appare complesso e difficile da
comprendere.
La culla della cooperazione
La Shanghai Cooperation Organization (SCO) è la culla in cui la RCSP è
nata e cresciuta. Originariamente fondata come i Cinque di Shanghai
nel 1996, fu riformata come SCO nel 2001 con l’inclusione
dell’Uzbekistan. Da allora, ha stabilito la cooperazione con
osservatori come Mongolia, India, Pakistan, Afghanistan e Iran, così
come il dialogo per la collaborazione con Sri Lanka, Turchia e
Bielorussia. Questi Paesi rientrano direttamente nella sfera immediata
della RCSP, in cui Russia e Cina esercitano un certo grado
d’importante influenza su vari livelli. Inoltre, la SCO fonda le basi
della RCSP, indicando la lotta contro “terrorismo, separatismo ed
estremismo in tutte le loro manifestazioni” (quindi anche le
rivoluzioni colorate), in quanto nemici principali. Si dà il caso che
gli Stati Uniti siano impegnati in tali attività nella campagna per il
caos e il controllo in Eurasia, mettendosi così in contrasto
esistenziale con Russia e Cina, così come con gli altri aderenti. Non
va dimenticato che la SCO conduce anche regolarmente esercitazioni
militari congiunte.
Il bastione dei BRICS
Nella forma più visibile della RCSP, i due Paesi cooperano come forza
nell’ambito dei BRICS. A maggio Putin aveva dichiarato che con la Cina
“abbiamo priorità comuni, sia globali che regionali… Abbiamo deciso di
coordinare più strettamente la nostra politica estera, anche in seno a
Nazioni Unite, BRICS e APEC… Non abbiamo divergenze. Al contrario,
abbiamo grandi piani che siamo determinati a tradurre in realtà”.
Questa innovativa dichiarazione d’intenti globale s’è tradotta nel
passaggio indispensabile all’azione al vertice BRICS di luglio in
Brasile, in cui i cinque membri hanno fondato la nuova Banca di Sviluppo
confrontandosi direttamente con il predominio economico istituzionale
occidentale. Memorandum importanti sulla comprensione multipolare e la
creazione di una riserva di valuta hanno conformato gli altri
importanti risultati del vertice. Si può dunque vedere che i BRICS sono
divenuti il baluardo istituzionale del coordinamento mondiale
russo-cinese.
Sintesi strutturale
Russia e Cina hanno ruoli distinti nel loro tandem del potere, e ancora
ne perfezionano l’interazione reciproca. La SCO, pur essendo un quadro
multilaterale, opera essenzialmente come ente bilaterale della grande
cooperazione russo-cinese, con l’Asia centrale come campo di attuazione
di future applicazioni esterne. La continua collaborazione
istituzionale tra Russia e Cina appare chiaramente nei BRICS, in
particolare nell’ultimo vertice. Una volta analizzati unitariamente,
entrambi i Paesi uniscono le forze nelle istituzioni appropriate,
perseguendo l’obiettivo comune della multipolarità.
Parte II: Applicazione geopolitica
Ora è il momento di seguire le applicazioni geopolitiche della RCSP.
Questa sezione inizierà con l’Asia nordorientale e poi procederà in
senso antiorario esplorando il doppio approccio verso Asia centrale,
Asia meridionale e sud-est asiatico. Poi passerà all’Europa prima di
guardare a Medio Oriente/Nord Africa (MENA) e America Latina. Solo in
Africa la RCSP deve ancora maturare, anche se ci sono sicuramente
possibilità per la Cina di bilanciare l’influenza della Russia nel
continente, in futuro, e d’influenzare i leader regionali espandendone i
legami commerciali con Mosca. Infine, la conclusione unificherà
l’articolo dimostrando che la RCSP è veramente il rapporto più
importante del 21° secolo e veicolo definitivo del multipolarismo. Al
lettore si consiglia di tenere a mente quanto segue durante la lettura
di questa sezione: ogni mano della RCSP è destinata a lavare l’altra e a
completare la controparte nelle regioni/Stati in cui sarebbe in
svantaggio rispetto al partner, con lo scopo finale di stabilire un vero
multipolarismo globale. Con ciò premesso, l’esame della geopolitica
della RCSP inizia.
Asia orientale
L’essenza della RCSP in Asia nordorientale è affrontare con attenzione
la “portaerei inaffondabile” degli Stati Uniti e neutralizzarne la
letalità. Russia e Cina avevano già dispute territoriali con il
Giappone, prima dell’avvio della RCSP, ma il Giappone non ha aggravato
tali tensioni che nei primi anni 2010. Il problema giapponese potrebbe
più accuratamente essere visto come un problema statunitense, a causa
dell’occupazione e della mutua sicurezza reciproca con il Paese, quindi
tramite un delegato, la RCSP effettivamente affronta l’ostruzione
statunitense al processo di pacificazione del Nordest asiatico. Tokyo ha
sempre la ‘clausola per optare’ per la normalizzazione dei rapporti
con Mosca (nell’interesse nazionale di entrambi gli attori), ma ciò non
sembra apparire nell’orizzonte dell’amministrazione Abe. L’occupazione
statunitense è troppo forte e influente perché il Paese se ne liberi
nel prossimo futuro; sarebbe un colpo di fortuna una sua frattura e
l’avvio di una vera politica estera indipendente, permettendo a Mosca
di svolgere un ruolo positivo nel moderare le azioni di Tokyo verso
Pechino. Nel contesto attuale, tuttavia, Russia e Cina sanno che il
Giappone, e non la Corea democratica (entrambi i Paesi s’impegnano ai
colloqui multilaterali per la denuclearizzazione), pone il forte rischio
della destabilizzazione del nord-est asiatico, per via
dell’aggressività delle rivendicazioni territoriali, in ciò aiutato e
spalleggiato dagli Stati Uniti al fine di avere un partner regionale
eterodiretto volto a sabotare la prospettiva della cooperazione
pan-regionale. Così, per quanto improbabile possa sembrare al momento,
nel caso in cui scoppiasse una guerra, Russia e Cina potrebbero
cooperare militarmente o userebbero i più forti strumenti diplomatici e
politici a disposizione per spingere il Giappone a fare marcia indietro
e fermare le ostilità al più presto possibile.
Asia centrale
Molto è stato scritto su una presunta rivalità russo-cinese in Asia
centrale, ma in realtà non è così, e non è altro che un pio desiderio di
coloro che intendono dividere la RCSP e vedere Russia e Cina scornarsi
sulla regione. La Russia guida il processo d’integrazione politica ed
economica con Kazakistan e Kirghizistan sotto gli auspici dell’Unione
eurasiatica, ed ha accordi di mutua sicurezza con Kazakistan,
Kirghizistan, Tagikistan e nella CSTO (anche partecipando regolarmente
alle esercitazioni militari). La Cina, d’altra parte, è più di un leader
dal basso profilo in Asia centrale, dopo aver stipulato lucrosi
contatti commerciali in questi anni ed accordi energetici estremamente
strategici con la maggior parte degli Stati della regione, in primo
luogo il Turkmenistan. La situazione in Asia centrale è la seguente: la
Russia consolida l’influenza sulla sfera ex-sovietica, con gli Stati
con cui già coltivava rapporti profondi, mentre la Cina colma il vuoto
in alcuni aspetti economici. E’ della massima importanza per la Cina
poter diversificare le rotte d’importazione delle risorse, al fine di
evitare lo stretto di Malacca, occupato e controllato dagli USA, da cui
l’interesse per l’energia dell’Asia centrale. Tramite l’accettazione
implicita della Russia del coinvolgimento della Cina, la RCSP procede
senza intoppi, essendo nell’interesse della Russia avere un forte
partner in una Cina il più possibile energeticamente indipendente.
L’espansione fulminea dell’influenza energetica della Cina in Asia
centrale è anche utile alla Russia, comunque. I legami che ha favorito
con l’Uzbekistan, che negli ultimi anni s’era allontanato dalla Russia
(lasciando la CSTO nel 2012 e programmando di acquistare molte avanzate
attrezzature militari della NATO in Afghanistan) e prossimo a divenire
il socio eterodiretto degli Stati Uniti dopo la ritirata afghana,
potrebbe temperarne le politiche regionali. Non è detto che la Cina
possa convincerlo ad astenersi da una maggiore cooperazione militare con
gli Stati Uniti, ma potrebbe esercitare l’influenza economica e il
forte impatto energetico sull’Uzbekistan cercando di evitare un
catastrofico confronto militare con il Tagikistan, che probabilmente
coinvolgerebbe la Russia attraverso le sue responsabilità nella CSTO.
Asia meridionale
Questa è una regione in cui la RCSP assume una natura molto complessa,
estremamente difficile discernere, fatta eccezione per i più attenti
osservatori. Tracciando accordi politici, la Russia è il più stretto
alleato dell’India, con il nuovo Primo ministro Nahrendra Modi che ha
recentemente proclamato che “Se chiedete a qualcuno tra l’oltre miliardo
di persone che vive in India, chi sia il più grande amico del nostro
Paese, ogni persona, ogni bambino dirà la Russia. Tutti sanno che la
Russia è sempre stata a fianco dell’India nei momenti più difficili, e
senza chiedere nulla in cambio”. Questo è un rapporto politico di per sé
intriso di titaniche implicazioni globali, ma nel contesto della RCSP,
permette alla Russia di esercitare una forte influenza sull’India,
mantenendo la pace con la Cina, tanto più che quest’ultima ha aumentato
drasticamente la retorica sulla disputa di confine, negli ultimi due
anni, con uno stile ironicamente simile a quello che il Giappone usa con
la Cina. A differenza del Giappone, però, la Cina ha indicato due mesi
fa di essere disposta a risolvere finalmente tale disputa, dando così
alla Russia il ruolo di stabilizzatore da svolgere da dietro le quinte,
in modo che nessuna delle parti agisca incautamente e metta in
pericolo i colloqui. Sempre in tale senso, la Cina ha un rapporto
strategico assai stretto con il Pakistan, rivale mortale dell’India, e i
due Paesi interagiscono su base militare ed economica. La Cina è
interessata a un corridoio energetico verso l’Oceano Indiano,
saldamente sotto il suo controllo, e il Pakistan ha bisogno del suo
grande vicino per coprirsi contro la minaccia indiana. Questo rapporto
minaccia ovviamente l’India, trovandosi in cima alle considerazioni
della politica estera dell’élite diplomatica della nazione, così come
la strategia navale della collana di perle della Cina nell’Oceano
Indiano. Questo è il nome dato alla politica cinese volta a stabilire
rapporti navali preferenziali con Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh e
Myanmar, aumentando l’azione nel cortile dell’India e assicurandosi le
rotte energetiche che attraversano la regione. Con tale rivalità
geopolitica tra India e Cina, il ruolo della Russia verso entrambi gli
attori assume un’importanza fondamentale nel garantire pace e stabilità
e, a differenza dell’Asia nord-orientale con il Giappone, in Asia del
Sud la Russia ha l’alta probabilità di poter influenzare gli eventi in
misura più incisiva. Proseguendo nella strategia della collana di perle
della Cina, si aprono anche le porte alle opportunità della Russia.
Grazie al rapporto di Pechino con Islamabad e la sensibilità politica
sull’invio di armi al suo partner, la Russia può agire per delega e
vendere elicotteri da combattimento con la pretesa della lotta
antidroga del Pakistan. Anche se irrita l’India, ciò rappresenta un
“cambio di paradigma” in più di un senso: non solo Russia e Pakistan
snobbano l’occidente, ma la Russia può utilizzare la fiducia dell’India
per fare accettare (o comunque sopportare) agli indiani questa nuova
relazione militare. La vendita aiuta il Pakistan a bilanciare la Cina
in quanto delegato verso l’India (non importa quanto sia secondario), e
aiuta indirettamente la Russia sulla situazione in Afghanistan nel
dopo 2014. Tale sviluppo monumentale è interamente attribuibile
all’intercessione della Russia, in quanto se la Cina avesse venduto
apparecchiature simili al Pakistan, avrebbe potuto creare una crisi
nelle relazioni bilaterali con l’India e affondato i possibili colloqui
sulla definizione della disputa sui confini. Inoltre, tangenzialmente,
la Russia potrebbe in futuro utilizzare i legami commerciali
preferenziali della Cina con i suoi partner della collana di perle, per
la diversificazione economica dei prodotti agricoli, obiettivo
intrapreso da quando le contro-sanzioni sono state emanate ai primi di
agosto. Ciò sarebbe soltanto un ricambio per quanto la Russia ha
permesso alla Cina in Asia centrale, con la diversificazione
energetica, per esempio; quindi ha un senso nella struttura della RCSP
che la Cina aiuti la Russia nel fare questo per la sua agricoltura e la
bassa diversificazione commerciale verso l’Asia meridionale. Come è
stato sottolineato all’inizio della seconda parte dell’articolo, Russia e
Cina sono complementari in tutti i modi possibili, essendo ciò la
spina dorsale del partenariato strategico. Se uno apre la porta alla
cooperazione con un certo Stato o regione a proprio vantaggio, poi
permette all’altro di entrarvi, se non anche dal retro, lontano dal
controllo pubblico.
Sud-Est asiatico
Questa regione è una delle più deboli per la RCSP, ma è ancora
un’opportunità per entrambi gli Stati. La Cina è coinvolta nell’aspro
battibecco con i vicini sui reclami nel Mar Cinese Meridionale, in
particolare con il Vietnam. E’ qui che si presenta l’occasione per la
Russia di svolgere il ruolo di bilanciamento strategico e di adoperarsi
per promuovere la grande partnership con la Cina. Russia e Vietnam
hanno un rapporto lungo e cordiale risalente all’epoca sovietica, Mosca
fornisce ad Hanoi sottomarini dandogli una relativa tranquillità verso
la Cina. Anche se la rivalità cino-vietnamita nel sud-est asiatico
non è strutturalmente feroce come quella indiano-pakistana in Asia
meridionale, in entrambi i casi la Russia può fungere da mediatore tra i
due grazie alla sua posizione unica. E’ ironico che il rapporto
russo-vietnamita, costruito durante la guerra fredda per contrastare la
Cina, possa ora essere utilizzato per aiutare Pechino in modo contorto.
Russia e Cina, come già accennato, hanno bisogno l’uno dell’altro per
restare forti e stabili, raggiungendo l’obiettivo a lungo termine del
multipolarismo globale, quindi l’invio di armi della Russia al Vietnam
non dovrebbe essere visto come un tentativo d’indebolire la Cina, ma
piuttosto di ancorare l’influenza di Mosca in un Paese che s’è già
dimostrato problematico per Pechino. Attraverso questa profonda
presenza, la Russia può quindi influenzare le decisioni dell’élite
politica vietnamita operando verso una soluzione costruttiva (o almeno
non militare), anche se ciò si traduce in un ‘conflitto congelato’ o
prolungamento dell’attuale stallo. Naturalmente, vi sono altri attori
che influenzano il Vietnam (in particolare gli USA), ma l’influenza
russa ad Hanoi non va sottovalutata, in quanto entrambi i Paesi parlano
anche di maggiore cooperazione economica nell’ambito dell’Unione
Eurasiatica, mostrando così che il fattore Russia ancora ha un peso
nella capitale vietnamita.
Europa
Alla luce dell’attuale spirale nelle relazioni Russia-UE, non c’è
praticamente nulla che la Russia possa fare nella RCSP per aiutare la
Cina, ma la Cina può offrire un’opportunità alla Russia. Così, uno dei
grandi disegni strategici della Cina è facilitare il commercio
accelerato con l’UE attraverso un triplice approccio: Nuova Via della
Seta (con componenti terrestri e marittime), Ponte Eurasiatico e Rotta
Artica. Gli ultimi due passano direttamente sul territorio russo,
marittimo o terrestre, aumentando così la prominenza geopolitica della
Russia tra Europa e Cina, che piaccia o no all’UE. Non importa se
l’Europa ricambia trasportando i propri prodotti attraverso il
territorio russo o meno, dato che la Cina ancora prevede nettamente di
farlo, consegnando ancora alla Russia una posizione economica più forte e
guadagni più tangibili rispetto a prima.
Medio Oriente e Nord Africa (MENA)
Dalla rivoluzione colorata della Primavera araba del 2011, il MENA è il
punto focale dell’intenso coordinamento politico russo-cinese. Sergej
Lavrov aveva dichiarato nel maggio 2011, dopo un incontro con il
ministro degli Esteri cinese, che “Abbiamo deciso di coordinare le
nostre azioni utilizzando le capacità di entrambi gli Stati per
facilitare una prima stabilizzazione e impedire ulteriori conseguenze
negative imprevedibili”. Fu la risposta ovvia alla violazione
occidentale della UNSC 1973, quando la risoluzione del Consiglio di
Sicurezza fu palesemente violata per giustificare la guerra della NATO
alla Libia e il successivo cambio di regime. Chiaramente, Russia e Cina
compresero che tale violazione potrà un giorno verificarsi anche più
vicino ai loro confini, se non perfino affrontare destabilizzazione
interna e relativo indebolimento dello Stato, e quindi anche nei loro
stessi Paesi. Nel Medio Oriente si può anche facilmente vedere che
entrambi i Paesi adempiono ai loro ruoli specifici nel partenariato.
L’interazione della Russia con Siria e Iran, e più recentemente Egitto,
visibilmente ne illustra il ruolo di equilibratore militare e politico.
La Cina è profondamente coinvolta nel commercio energetico dal MENA,
con il 60% del petrolio proveniente da qui. Entra anche nell’economia
non-energetica della regione, in particolare negli Emirati Arabi Uniti.
Così, oltre al coordinamento politico generale e l’assoluto accordo tra
Russia e Cina nel MENA, la regione ne definisce i rispettivi ruoli.
America Latina
Questa regione, più del MENA, mostra senza dubbio che la RCSP è attiva
in condizioni di quasi-laboratorio. L’America Latina è lontana dagli
intrighi geopolitici dell’Eurasia, rendendo in tal modo la cooperazione
tra Russia e Cina comprensibile anche per l’occhio inabituato ad
osservare. Negli ultimi dieci anni la Russia è tornata in America
Latina, sia nello stile che nella sostanza. Le sue navi hanno visitato
porti ed attuato esercitazioni congiunte con il Venezuela, bombardieri
russi l’hanno sorvolato e vi si sono riforniti. Il Nicaragua ospiterà
una base russa a guardia del canale finanziato dai cinesi, ora in
costruzione nel Paese. Gazprom ha iniziato ad investire in Bolivia e
Argentina, e Rosneft è attiva in Venezuela. Medvedev e Putin hanno anche
visitato la regione, ed è stato ipotizzato che la Russia abbia
accettato di riaprire la base spionistica sovietica a Cuba, nella visita
di quest’ultimo a luglio. Si può quindi affermare che la Russia è più
influente in America Latina oggi di quanto lo sia mai stata durante la
Guerra Fredda. La Cina, essendo la porta economica, è l’investitore in
più rapida crescita in America Latina, ed è destinata a diventarne il
secondo maggiore partner commerciale. Come già accennato, finanzia il
rivoluzionario canale del Nicaragua, diversificando la rotta
trans-oceanica dal cliente panamense degli Stati Uniti, invitando
ulteriori investimenti e commerci non-statunitensi nella zona. Questo in
realtà già accade anche senza il canale. La Russia capitalizza un
decennio di contatti ristabiliti con l’America Latina, diversificando il
commercio agricolo dall’occidente per via delle recenti
contro-sanzioni. Ciò rivela l’ampia strategia della Russia, spezzando il
predominio occidentale su taluni mercati agricoli e fornendo ai
produttori un’opzione alternativa. La Russia vuole anche migliorare la
propria sovranità statale e quindi diminuire l’influenza economica
occidentale sulla sua economia interna, da cui l’espansione commerciale
verso i mercati non-occidentali delle ultime settimane.
Complessivamente, l’America Latina è la base più adatta nel far
progredire il mondo multipolare nel cortile del gigante unipolare in
dissoluzione. Russia e Cina non hanno assolutamente alcun interesse a
una qualche competizione in questo teatro, senza dubbio dimostrando così
i grandi obiettivi strategici generali della RCSP. Il coinvolgimento
russo e cinese nella regione avanza a ritmo spettacolare e multiforme,
aprendo così la possibilità di una drammatica trasformazione geopolitica
proprio sulla porta di casa degli Stati Uniti. L’America Latina è in
molti sensi per gli Stati Uniti ciò che è l’Europa dell’Est per la
Russia, una regione dall’intensa antipatia verso il suo grande vicino e
quindi da gestire in modo flessibile partecipando anche ad azioni
dannose per il suo ex-egemone.
Pensieri conclusivi
Il partenariato strategico Russia-Cina (RCSP) è veramente di portata
globale, comprendendo il mondo intero su vari livelli. Gli assiomi
presentati devono essere riesposti al fine di ricordarne al lettore
l’essenza: Ogni mano della RCSP è destinata a lavare l’altra e a
completare la controparte in regioni/Stati in cui può essere in
svantaggio rispetto al partner, allo scopo di stabilire vero
multipolarismo globale. La Russia è il contrappeso e la Cina la porta.
Più cooperano per esempio in Medio Oriente e America Latina, più si
possono vederne i puri obiettivi multipolari e lo stretto coordinamento
tra questi Stati; allo stesso modo, più questi due nuclei eurasiatici
si avvicinano, più appare complesso il rapporto e più sarebbe difficile
capirlo.
Con ciò in mente, la RCSP è più facile da comprendere, e
le sue ambizioni multipolari appaiono evidenti. Tornando all’inizio del
testo, dove sono citati detrattori e distrattori, è ormai dimostrato
che i distrattori gettano fumo cercando di nascondere l’ovvio, la RCSP è
una forza reale e tangibile nel mondo. I detrattori a loro volta,
avevano torto quando affermavano che questa partnership è aggressiva.
Sicuramente sfida il Washington Consensus, ma lo fa con mezzi pacifici e
politici, soprattutto con un approccio che combina contatti
militari-diplomatici e contrappeso politico della Russia al ruolo di
porta economica della Cina. Così è indiscutibile che, nel 21° secolo, la
RCSP sarà il partenariato più dinamico nella costruzione della
multipolarità mondiale, respingendo i disperati tentativi degli Stati
Uniti di preservarsi l’anacronismo unipolare.
Andrew Korybko è corrispondente politico statunitense di
La Voce della Russia, attualmente vive e studia a Mosca, in esclusiva per
Oriental Review.